Come descrivere la natura delle territorialità contemporanee? Quali sono le forme emergenti della mobilità e del controllo dello spazio? Dove termina la migrazione? In che modo la nuova stratificazione sociale ricalca quella della mobilità, fatta di gradi differenti di libertà di movimento? Questo lavoro propone di affrontare tali questioni a partire da un ripensamento generale delle categorie sociologiche con cui il fenomeno della migrazione è stato a lungo studiato, analizzato e affrontato. Sì tratta infatti di "de-ecce-zionalizzare" lo studio della migrazione e delle forme territoriali che essa genera, inserendole all'interno del quadro più ampio del pluralismo socio-culturale contemporaneo e delle trasformazioni del capitalismo. Oggi più che mai, la sociologia deve sforzarsi di superare quelle categorie divenute ormai delle vere e proprie "parole-baule" - identità, integrazione, multiculturali-smo e così vìa ? che possono essere riempite con qualsiasi significato. In questo senso, il libro intende dunque offrire un contributo all'elaborazione di un lessico e di un insieme di strumenti analitici che permettano dì assumere e interpretare la migrazione come fenomeno organico della società contemporanea, decostruendo criticamente tanto le categorie ereditate quanto i problemi preconfezionati, lavorando alla radice il modo con cui pensiamo l'intreccio tra spazio, norma e controllo.