Equivoco, enigmatico e contraddittorio, il multiculturalismo è al centro di un ampio dibattito transdisciplinare. Concetto popolare scarsamente problematizzato, è espressione di una retorica che intreccia questioni identitarie e dimensione politica per fornire legittimazione a nuovi protagonismi legati ai cambiamenti culturali e alle dinamiche migratone.
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Il libro, rifiutando le interpretazioni semplicistiche che descrivono il multiculturalismo come ideale soluzione di convivenza o, al contrario, come segnale di un inarrestabile processo di perdita di radici e distinzioni, propone una decostruzione del suo successo e un'analisi delle ragioni e degli aspetti paradossali che esso evoca. Francesco Pompeo, con la sua ampia introduzione, e gli autori dei saggi proposti - Amselle, Fusaschi, Gundara, Prum, Deschamps, Waddy, Sansone, Marchetta -, tra i più importanti studiosi di antropologia politica, esplorano a tutto campo il problema, tra differenti realtà storiche e sociali. Si parte dai contesti culturali da cui ha preso origine questo dibattito - Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna -, si passa per le contraddizioni delle politiche multiculturali dell'Italia, fino a confrontarsi con punti di vista inediti come quelli del Brasile e del nuovo Sudafrica del post-apartheid.